Un intruso nel castello

Il subconscio comunica attraverso i sogni e diventa consapevolezza

Perché sto indossando questi bizzarri abiti? Sino a ieri avevo le mie comodissime converse e ora mi ritrovo ad indossare degli scomodissimi sandali in cuoio. Non ci voleva.
E queste dove le ho prese? Sotto una pesante tunica ho una spada alla mia destra e un pugnale alla sinistra e non so nemmeno se sono in grado di usarle.
Però! che bel fodero.
Finalmente qualcosa di familiare. O meglio qualcuno. Filippo è qui con me.
Leggermente più magro del solito. Sicuramente, l’armatura gli conferisce una struttura corporea più adatta ad un guerriero. Perché, a quanto pare, è questo che siamo.

Non che abbia voglia di andare oltre questo ponte levatoio. Ma non ho scelta. Il castello è stato fatto evacuare, causa una presenza sospetta, e tutti gli abitanti sono sparsi nell’enorme giardino, di fronte all’ingresso principale. Chissà cosa mi aspetta
Filippo davanti a me mi fa cenno di fare silenzio? Ma davvero è lui che comanda? Questo non può che confermare i miei dubbi. Ho la sensazione che qualcosa da un momento all’altro andrà storta. Sento di essere comunque nel posto giusto al momento giusto.
Cosa è stato? Quell’ombra davanti alla finestra era davvero grande… e veloce.
È arrivato il momento di dividerci. E te pareva! Io devo prendere le scale, per controllare il primo piano.
Si fanno sempre più pesanti. Gradino per gradino. E non dal punto di vista fisico. Ho un corpo tonico e forte e una mente capace di dare filo da torcere ad un drago. Spero comunque di non vederne uno, questo è sicuro. Quello che mi porta a rallentare è l’angoscia, nata dal non sapere a cosa sto andando incontro. Cosa mi aspetta dietro l’ultima porta.
Ma non posso tirarmi indietro! Tantissime vite dipendono da questa missione. Se dovrò dare la mia vita per salvarne altre 100 lo farò.
Sto aprendo la porta. Un cigolio accompagna il movimento e, infine, lo vedo. Il buio assoluto. Mi colpisce così forte che l’unica cosa che posso fare è aprire gli occhi e… svegliarmi.

Questo breve racconto è tratto da un sogno. Vediamo chi è più bravo a capire e descrivere cosa si cela sotto.

Parliamo di paura, di follia e di ossessione…

Sono questi i temi che raggruppano le tre proposte per il mese di novembre. La paura non ci rende deboli ci rende imprevedibili e pericolosi. La paura di rimanere fermi mentre tutti vanno avanti, la paura di non sopravvivere ad un dolore, la paura di non essere capiti. Si insinua dentro di te e ti trasforma. Non importa chi sei o chi rappresentano gli altri per te, quando hai paura importa solo il risultato finale e non cosa occorre fare per ottenerlo.

Bisogna mantenersi lucidi e capire quale è la mossa giusta per sfuggire a questi stati d’animo.

Voi di fronte alla paura come reagite?

Mondadori, giugno 2007 (Pagine 425)
Come dio comanda
Un libro che lascia il segno. Niccolò Ammaniti parla di un mondo parallelo al normale, ovvero quello dei folli, dei disadattati, dei balordi… il mondo di coloro che cercano di sopravvivere in una realtà che li tratta come rifiuti di cui deve sbarazzarsi il prima possibile.
È un continuo correre e saltare da un personaggio all’altro che non ti permette di chiudere il libro.
Cristiano è il centro di tutto, fa da collante e rende la lettura più leggera. È un ragazzino di 13 anni che farebbe di tutto per suo padre Rino. Rino è un ubriacone, delinquente e violento, ma che allo stesso tempo ha un grande cuore e si preoccupa per il figlio e suoi due amici Quattro formaggio e Danilo Aprea.
L’ansia e la brutalità vengono accompagnate da momenti comici.
Gli avvenimenti della prima parte del libro sono tutti esclusivamente necessari a capire i personaggi. Solo dopo, con la notte che cambiò definitivamente le loro vite, la notte della rapina, inizia la tragicomica storia.

Newton Compton editori, gennaio 2012 (Pagine 241)
La colpa
Un romanzo capace di dire la verità su argomenti che molti preferiscono non trattare, e nascondersi da essi perché troppo complicati da capire e affrontare. Che spiega come non tutto è bianco o nero ma ci sono tante tonalità di grigio.
Coinvolgente, straziante e allo stesso tempo pieno d’amore La colpa ci ricorda che ciò che non ci uccide ci fortifica, se accompagniamo ogni nostro passo con anche solo un briciolo di speranza sempre in tasca.
Estefan, Martino e Greta sono legati dal male… il male che li ha privati della loro adolescenza… il male che è entrato nella loro vita senza neanche bussare. Improvviso e spietato, ha cambiato le loro esistenze e solo loro possono trovare il modo di sconfiggerlo e allontanarlo.
Lorenza Ghinelli, in questa sua opera, è in grado di controllare il respiro del lettore con frasi che annientano la loro materialità su carta per arrivare dritte alla tua anima.

Rizzoli, giugno 2019 (Pagine 445)
L’isola delle anime
La quarta di copertina ci dice: “A furia di scavare avevamo risvegliato sas animas malas, gli spiriti malvagi, e il buio ci aveva investiti tutti, uno dopo l’altro. Come una maledizione.”
In una terra dove antiche tradizioni lottano per sopravvivere alla modernizzazione, due ispettrici, Mara rais e Eva croce, l’una caratterialmente l’opposta dell’altra, uniscono le forze e cercano di scovare un frammento di ragione in qualcosa che sembra sempre più soprannaturale e legata all’occulto.
Eva e Mara indagano sui misteriosi omicidi di giovani donne, un vecchio caso insoluto, quando il killer torna a colpire con le stesse modalità del passato. Sarà forse un emulatore?
Piergiorgio Pulixi sa come catturare l’attenzione e tenerti incollato alle pagine. Con facilità e naturalezza, sviluppa due trame che camminano una accanto all’altra senza toccarsi mai.
Per quanto riguarda Eva e Mara sappiate che non le scorderete mai.

Cleopatra L’ultima regina d’Egitto

  • Titolo: Cleopatra L’ultima regina d’Egitto
  • Autore: Christian Jacq
  • Traduzione di Maddalena Togliani
  • Edizione TEA

Testo di presentazione tratto dalla copertina:

Cleopatra ha appena diciotto anni quando succede al padre, Tolomeo XII. Ha un unico obiettivo: riportare l’Egitto alla grandezza di un tempo. Sulla sua strada ci sono mille nemici, eppure il nemico più pericoloso, quello che può davvero mandare in frantumi il suo potere è Roma, con la sua furia conquistatrice e il suo esercito poderoso. Ma non c’è sfida cui Cleopatra non possa tenere testa: armata di un’ambizione senza pari e di un’ammaliante sensualità, si presenta al grande Giulio Cesare e ne diventa subito l’amante. Vuole avere un figlio da lui, un maschio che sia riconosciuto da Roma come faraone e possa quindi regnare in pace. Ma, dopo la nascita di Cesarione, Cesare viene ucciso e Cleopatra si ritrova a fronteggiare avversari ancora più decisi a sbarazzarsi di lei. Finché, contro l’orizzonte della Storia, non si staglia la figura di Marco Antonio…

Messaggio:

Cleopatra viene sempre descritta come una donna indipendente, esigente, forte e in questo romanzo non è da meno. Lei conosce il destino che l’attende e dedica la sua intera vita a compiere le volontà dei suoi dei. Sa bene qual è il suo posto e quale carica deve ricoprire e nonostante le difficoltà non si tira indietro. Invidio il suo coraggio ma ciò che invidio di più è il periodo storico in cui ha vissuto e il ruolo che ha ricoperto, che l’ha portata a fronteggiare una vita dura ma allo stesso tempo ricca di amore, fedeltà e soddisfazioni.

Era circondata da persone che la seguivano senza battere ciglio e che nutrivano per lei una fiducia incondizionata. Carmione, ad esempio, viene descritta come una serva ma allo stesso tempo come un’amica che ha a cuore Cleopatra, decisa a starle vicino a prescindere da ciò che sarà o da ciò che otterrà.

La sincerità e l’umiltà che Cleopatra dimostra di fronte al saggio Ermes, portano quest’ultimo a schierarsi dalla sua parte. Lei, durante il loro primo incontro, ammette di avere paura. Ma questa non la persuade: tutto ciò che vuole è ristabilire l’equilibrio in Egitto.

Il momento vissuto con il mago mi ha fatto riflettere. Ermes altro non è che la rappresentazione della nostra coscienza che viene a bussare alla porta. Tutti noi, in fondo, abbiamo paura di qualcosa e questo ci mette tutti sullo stesso livello. La differenza sta nel come affrontiamo le nostre paure: se non le ignoriamo ma le accettiamo e le fronteggiamo possiamo prendere la scala che porta al livello successivo; al contrario, queste saranno sempre parte di noi e l’unica cosa da fare sarà prendere la scala che porta al livello sottostante a braccetto con esse.

Inoltre, Christian Jacq descrive Appolodoro, noto anche come il Siciliano, il Vecchio con il suo asino Vento del Nord, il toro Bukis come figure che dimostrano che la fede è contagiosa. Credere in ciò che si sta facendo fa la differenza.

Il primo incontro tra Cleopatra e Cesare, infine, è ricco di passione e sentimento, tanto da farci chiedere se sia davvero possibile sentirsi legati ad una persona già dal primo sguardo. Il loro era un grande amore, così grande che continua a vivere ancora oggi. Tutte le volte che noi associamo un nome all’altro, anche solo con il pensiero, ricordiamo il modo in cui si sono appartenuti. La loro unione era così forte da modificare le sorti di un intero impero.

Lo so! Oggi immaginare un sentimento di tale grandezza risulta difficile… ma non impossibile.

L’egittologo Christian Jacq ce lo mostra con questo interessante romanzo.

A noi non resta che leggere… incamminarci tra le parole di Christian Jacq… e crederci.

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I RAGAZZI DELLA VIA PÁL… non esistono piu’

Autore: Ferenc Molnár
Titolo: I ragazzi della via Pál
Traduttore: Roberto Brunelli
Collana: Et classici
Pagine: 166

TRAMA

Nella periferia di Budapest due bande di ragazzi, le Camicie Rosse e la banda della via Pál, capitanate rispettivamente da Cecco Áts e da Boka, si fanno la guerra per contendersi il terreno di gioco. I membri delle bande si fingono componenti di un esercito, e si rivolgono tra loro con termini militari. Il più piccolo, ma allo stesso tempo il più coraggioso, è Nemecsek.
È proprio lui che sorprende Cecco Áts, capo della banda antagonista, mentre entra nel campo avversario e ruba la bandiera rossa e verde.
Allora, in risposta, Boka accompagnato da Nemecsek e da Csónakos, si intrufolano all’orto botanico, rifugio delle Camicie Rosse. Qui scoprono che uno della loro banda, Geréb, fa il doppio gioco e aiuta il nemico nella conquista del terreno.
Durante la battaglia Nemecsek cade in un laghetto.
Diversi avvenimenti, tra cui il ritorno del traditore pentito ed il suo perdono, e Nemecsek che nonostante la febbre dà prova del proprio coraggio entrando nuovamente, ma stavolta da solo, nell’orto botanico, ci accompagnano a quello che sarà lo scontro finale.

MESSAGGIO


Un po’ mi spaventa iniziare quest’avventura con un classico. È una bella responsabilità. Ma l’importanza del messaggio che vorrei arrivasse con questo articolo, supera di gran lunga la mia paura. Quello che mi ha spinto a parlare di questo libro è l’enorme differenza che esiste tra gli adolescenti della fine dell’800 e gli adolescenti di oggi.

I ragazzi della via Pál vivono una realtà dove gli elementi di forza sono l’eroismo, la lealtà, l’appartenenza al gruppo. I nostri ragazzi, invece, nel loro mondo virtuale sono ben lontani dal comprende questi punti.
Chi, come me, è nato prima dell’arrivo del 2000, ha potuto godere di entrambe le cose. E, correggetemi se sbaglio, una volta adulto, ciò che si rammenta di più e che strappa un sorriso è il ricordo dei momenti condivisi con i bambini del vicinato o con i compagni di classe.
Le strade, le piazze, gli oratori, per molti decenni sono stati il luogo dove era possibile imparare a condividere ciò che siamo, dove si potevano creare legami indistruttibili e dove ci si poteva rifugiare dagli adulti. Erano tempi dove non ci si sentiva mai soli. Si viveva con la certezza che qualcuno la fuori ci stava aspettando, pronto a sostenerci e a gioire o piangere con noi. Oggi tutto questo viene meno.
Sin da piccoli il primo legame è virtuale. La prima cosa che fanno i genitori appena il bambino inizia a fare i primi passi o a dire la sua prima parola e quella di metterlo davanti ad uno schermo. Che sia un telefono o un televisore non fa differenza, va bene tutto purché l’oggetto in questione faccia la nostra parte.

A trent’anni mi rendo conto che ogni singolo essere umano è concentrato esclusivamente su se stesso e sui propri problemi. A causa della società in cui viviamo abbiamo sempre meno tempo e questo ci porta a muoverci in completa solitudine.
Noi abbiamo conosciuto sentimenti come la compassione e dato vita al detto “L’unione fa la forza”, e nonostante questo oggi siamo sempre arrabbiati con il prossimo e sempre più egoisti. L’empatia ci scivola via dalle mani giorno dopo giorno. La cosa che mi domando è: questi bambini, questi ragazzi, visto che non hanno molte possibilità di interagire, una volta diventati adulti saranno ancora più distanti tra loro e quindi più soli?

I ragazzi della via Pál ci ricordano che dobbiamo interrogarci su quali siano i veri valori. Quelli che durano nel tempo e che possono davvero fare la differenza nella nostra vita e nella vita delle generazioni future.
I protagonisti di questo romanzo sembrano diversi dai ragazzi di oggi. Più maturi e svegli. Questo perché stare lontano degli adulti le permetteva di crescere prima, di cadere e rialzarsi da soli o con il sostegno di un proprio pari, di prendere decisioni senza l’intervento di un genitore. Cose, queste, che non si vedono più.


Per questo, dopo aver letto questo coinvolgente romanzo, e aver ricordato la propria adolescenza, l’unica cosa che possiamo fare per aiutare i nostri figli, i nostri nipoti e i figli dei nostri amici, é di accompagnarli alla porta, dopo aver fatto i compiti e dopo averli avvisati di tornare per la cena, e chiuderla alle loro spalle. Permettendogli, così, di arricchire un periodo della loro vita che non tornerà più.

Scopo del sito

Una sfida, un’avventura, un sogno che diventa realtà. È ciò che rappresenta Mangialibri per me.

Quello che vorrei realizzare nasce dalla mia passione per la lettura e la scrittura. Questo sito lo immagino come il luogo virtuale dove tutti voi possiate commentare e dare vita a cio’ che avete sentito e provato leggendo un libro. Sarà uno scambio continuo. Io vi proporrò delle letture ma vorrei che, tramite i miei contatti, anche voi possiate suggerire romanzi di ogni genere e costruire il sito insieme a me.

Quando finiamo di leggere un testo capita di sentire la mancanza dei personaggi, della storia, dei luoghi che creiamo con la mente grazie agli scrittori. Bene! Quello che desidero è che le vostre sensazioni colmino gli spazi vuoti sotto la scritta commenti. Non voglio solo raccontarvi cosa per me rappresenta un’opera, vorrei confrontare le nostre emozioni, e così facendo allungare la vita al libro stesso.

Quindi forza carissimi! Mettiamoci al lavoro.

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